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ilraziocinio [ Dolce , dolce Ludovico Van ]
 


 


14 maggio 2007


Django !

Django Reinhardt è stato il più grande chitarrista della storia .
Nato nel 1910 in Belgio da una famiglia gitana , ha esordito come banjoista , ma a 18 anni è rimasto coinvolto nell ' incenio della sua roulotte perdendo l ' uso dell ' anulare e del mignolo della mano sinistra . Forse quest ' evento è stata una provvida sventura per Django , che ha abbandonato il banjo  per la chitarra , sviluppando una straordinaria perizia ed abilità , e diventando il più grande chitarrista in assoluto , grazie alla sua geniale follia ! Ha fondato con Stéphane Grappelli un quintetto si soli strumenti a corda , ed è stato il primo e più grande promotore del jazz in Europa , e a lui si ispirano tutti i componenti del genere " manouche ", fra cui anche Birelli .

http://www.youtube.com/watch?v=MSmnEGCtQKI





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13 maggio 2007


the times they are a-changin' - Bob Dylan 1964

Questa canzone ( che da il titolo all'album )è stata scritta da Bob dylan nel 1964 , quando divenne un'icona del movimento di protesta giovanile che attraversava gli U.S.A. Il testo è molto forte e di rottura con le convenzioni ed il passato . L'album segue la linea tracciata da questa canzone , infatti vi troviamo canzoni attrettanto forti come " with God on our side " . La melodia ed il suono sono quelli del primo Dylan , chitarra e armonica che riprende e rielabora musicalità provenienti dalla tradizione  anglosassone . Da ascoltare la versione eseguita nel magnifico " at budokan" del 1979

http://www.youtube.com/results?

search_query=the+times+they+are+a-changin%27++bob+dylan#












Come gather 'round people
Wherever you roam
And admit that the waters
Around you have grown
And accept it that soon
You'll be drenched to the bone.
If your time to you
Is worth savin'
Then you better start swimmin'
Or you'll sink like a stone
For the times they are a-changin'.

Come writers and critics
Who prophesize with your pen
And keep your eyes wide
The chance won't come again
And don't speak too soon
For the wheel's still in spin
And there's no tellin' who
That it's namin'.
For the loser now
Will be later to win
For the times they are a-changin'.

Come senators, congressmen
Please heed the call
Don't stand in the doorway
Don't block up the hall
For he that gets hurt
Will be he who has stalled
There's a battle outside
And it is ragin'.
It'll soon shake your windows
And rattle your walls
For the times they are a-changin'.

Come mothers and fathers
Throughout the land
And don't criticize
What you can't understand
Your sons and your daughters
Are beyond your command
Your old road is
Rapidly agin'.
Please get out of the new one
If you can't lend your hand
For the times they are a-changin'.

The line it is drawn
The curse it is cast
The slow one now
Will later be fast
As the present now
Will later be past
The order is
Rapidly fadin'.
And the first one now
Will later be last
For the times they are a-changin'.




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13 maggio 2007



Elia Kazan nel cinema

 

Elia Kazan fu un protagonista controverso del cinema statunitense , per varie ragioni : innanzi tutto fu uno dei pochi registi a ritirarsi dalla ribalta ben 30 anni prima della sua morte  avvenuta nel 2003 . Il suo stile  è apparso a molti critici incerto , sospeso fra la denuncia di quanto non amava degli U.S.A. e la voglia di essere accettato in un Paese in cui non era nato ( Kazan nacque  a Costantinopoli nel 1909 ed il suo vero nome era Elia Kazanjoglou ) . Gli si rimproverava insomma di non essere  ne un feroce critico del modello di vita statunitense , ne un suo appassionato sostenitore .

 Cerchiamo però di inquadrare bene il periodo in cui produsse la maggior parte dei film e l’uomo Kazan . Si farebbe infatti un torto al regista a non utilizzare parlando di lui quel “ metodo Stanivslaskij “ che egli raccomandava ai suoi attori . Il metodo S. suggeriva agli attori di calarsi nei propri personaggi ,  di entrare in loro per far uscire appieno le proprie emozioni e rendere così l’interpretazione più ricca di patos ( l’opposto del metodo Brecht , che suggeriva lo straniamento dell’attore ) .

Kazan produsse i propri film tra la fine degli anni ‘40  e l’inizio dei ’70  . Quindi in piena guerra fredda , comprendendo la fase più cruenta del maccartismo .

 Attenzione :  niente para-psicologia , ma la semplice  consapevolezza che  le esperienze di vita influenzano la produzione artistica di un uomo , senza abbandonarsi a forzature . 

E ‘ chiaro che i film di Kazan risentono fortemente del suo sentire , per esempio del difficile rapporto con il padre . Tema importante è invece l ‘ ansia di essere accettato negli U.S.A. , e questo potrebbe farci leggere le critiche cui poco fa accennavo in maniera più benevola .

Elia Kazan  durante il maccartismo collaborò con le autorità di censura , denunciando nel 1954 molti suoi colleghi , ed ammettendo di aver militato due anni nel partito comunista . Questo evento segnerà moltissimo l’ animo del regista , che tenterà in ogni modo di riabilitarsi , forse agli occhi di tutti i contendenti .  Ecco una possibile chiave di lettura delle critiche mosse a Kazan , il suo sembrar sospeso fra denuncia ed accettazione del sistema , potrebbe non essere altro che il venire in superficie di due sentimenti contrapposti : voglia di denunciare l’ingiustizia e desiderio di essere accettato .  Comunque film dai forti contenuti  come “ fronte del porto “ , “barriera invisibile “ , “ Pinky la negra bianca “ ,  “ tram che si chiama desiderio “ ,  “ Baby doll “  non erano usuali nel clima culturale e politico in cui sono stati girati , e va invece riconosciuto ad Elia Kazan un grande coraggio , nonostante tutto .

 

 

Tre film : “ barriera invisibile”  ,  “viva Zapata ! “ ,  “ splendore nell’erba “ .

 

“ Barriera invisibile” è un film del 1947 , e parla di un giornalista che dovendo indagare sull’antisemitismo negli U.S.A.  decide di immedesimarsi completamente nei soggetti della ricerca,  fingendo per 6 mesi di essere ebreo .  E’ rappresentato così un americano medio radicatamente antisemita , o al più benpensante  ma non disposto ad aver a che fare con questa strana minoranza . Qui il metodo Stanislavskij è visibile due volte :  nelle riprese l’attore è chiamato a riconoscersi nel protagonista , nel film il protagonista sceglie di calarsi nel soggetto dell’ inchiesta .  E’ un film di denuncia , ma non un documentario . Come nel film si chiede al protagonista non una serie di numeri e statistiche , ma qualcosa che  colpisca umanamente il pubblico ,una storia VERA , Kazan  non parla dell’ ovvio antisemitismo nella germania nazista appena sconfitta ,o di chi in america si dichiara apertamente razzista, ma dell’antisemitismo magari inconsapevole della c.d. maggioranza silenziosa , e rappresenta la vita di alcuni ebrei discriminati nel lavoro , nel comprare casa , insomma nelle piccola attività che l’ americano compie abitualmente ogni giorno . Qui sta la forza del film , drammatico nei toni , crudo e disincantato nella sostanza . Attraverso il dramma dei protagonisti e le loro sofferenze ,  si liberano e prendono corpo i drammi di tante persone sconosciute e si presenta al pubblico una problematica cruciale per la società americana .

 

“ In viva Zapata ! “ (1952) si racconta la storia del mitico guerrigliero messicano , interpretato da Marlon Brando , che con Kazan aveva già interpretato altri film , instaurando uno stretto sodalizio artistico . Qui il tono è quello dell’ epopea  . è interessante la riflessione sul potere politico che questo film induce a compiere : un potere che immancabilmente porta alla corruzione ed a degenerazioni oligarchico - dittatoriali . è un film biografico che lascia poco spazio alla retorica per gettarsi a capo fitto nell’ esistenza di Emiliano Zapata e ritrarlo come ribelle , leader , innamorato , marito , politico .  Questo film , anch’esso uscito in piena guerra fredda , risentì molto del momento , e la teoria sulla degenerazione del potere non fu bene accolta dalla critica , dalla politica , dal pubblico . Fu girato in Texas , e lo sceneggiatore compì un viaggio in Messico per documentarsi sugli usi ed i costumi di questa terra e per indagare sul retroterra culturale in cui visse Zapata . Forse per questi aspetti molti paragonano questo film a quello , incompiuto , di Eizensteijn , ma a me non sembrano esserci tante affinità a parte quelle geografiche . L ‘ ottima interpretazione di Anthony Queen gli valse l’ oscar come miglior attore non protagonista . 

 

Splendore nell’ erba (1961) è un film che si distacca come trama dai due precedenti ,  e che esplora  gli stretti spazi dell’animo umano . Si racconta qui di una storia d’amore fra due giovani ragazzi americani , storia combattuta e sofferta , soprattutto a causa delle ambizioni che il padre del ragazzo , mancato campione di rugby , proietta sul figlio , anch’ esso giocatore .Ecco la tematica del rapporto con il padre , che tanto ha impegnato critici e cineasti .

  Kazan si inoltra nei meandri della mente dei due ragazzi , esaminando le diversa reazioni che i due hanno in seguito all’ interruzione del rapporto .  Il protagonista sviluppa con il passare del tempo un senso di ribellione e di presa di posizione nei confronti del padre che poi si ucciderà colpito dalla crisi finanziaria del 1929 , la protagonista invece finirà sull ‘ orlo di un pericoloso esaurimento nervoso , e sarà ricoverata per anni in una clinica specializzata , lontana dal suo “ vecchio amore “ , dalla famiglia e dal suo ambiente .  Una volta uscita da questa clinica torna nella sua cittadina e subito chiede notizie del ragazzo ,  non per tentare di ricucire un rapporto ormai inesorabilmente rotto , ma per salutare per l’ultima volta una persona per lei importante . “ Splendore nell ‘ erba “ è una fertile descrizione dei disagi giovanili , dei rapporti genitori-figli , dei drammi esistenziali, anche in questo caso Kazan  affronta tematiche che caratterizzeranno l’ intero decennio successivo . 

 

 

 

 

 

Filmografia di Elia Kazan

 

1945    “ un albero cresce a Brooklyn “

1947  “il mare d’ erba “ , “ Boomerang “ , “ barriera invisibile “

1948  “ Pinky , la negra bianca “

1951  “ tram che si chiama desiderio “

1952    “ viva Zapata ! “

1953      “ salto mortale “

1954     “ fronte del porto “

1955     “ la valle dell ‘ Eden “

1956     “ Baby Doll , la bambola di carne 

1957    “ un volto nella folla “

1961    “ splendore nell ‘erba “

1963    “il ribelle dell ‘ Anatolia “

1969    “ compromesso “

1971 “ i visitatori “

 




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